McDonald’s, la crisi, il lavoro da fame e la pubblicità gratis

 

blog.jpgL’ha escogitata giusta la McDonald Italia per farsi pubblicità gratis o quasi. Prima, nei suoi spot televisivi, lancia un messaggio che, in tempi di crisi come questo, non può passare inosservato: 3000 posti di lavoro in tre anni. Poi lancia il Tour Job, una vera e propria tournèe per i palasport italiani a caccia di curriculum. Pare che alle selezioni fino ad oggi si siano presentati in 45.000 ma Stefano Dedola, direttore del personale del colosso americano in Italia, fa sapere che intendo raggiungere i 100.000 curricula raccolti.

Che se ne faranno di 100.000 domande di assunzione per 3.000 posti disponibili rimane un mistero, a meno che non si consideri l’impatto mediatico dell’iniziativa: tutti i giornali ne parlano, nonché radio e televisione. Un mega spot a costo ridottissimo pagato, perlopiù, dai candidati che, nell’illusione di trovare il posto fisso (McDonald parla di assunzioni a tempo indeterminato) si prestano a fare da comparse per un’iniziativa fondamentalmente pubblicitaria.

Un’occhiata al contratto proposto io la darei, essendo forse il dato più interessante della vicenda. Mc Donald assume con un inquadramento tipo da 20-24 ore settimanali e lo paga con 800 Euro mensili lordi. Considerando i turni di notte e gli straordinari richiesti alla fine dei giochi si portano a casa circa 800 Euro netti. C’è anche la possibilità di lavorare solo il fine settimana per 8-15 ore settimanali e un compenso lordo di 300 Euro. Salari da fame, quindi, anche se, si spera, lavorando in cucina i collaboratori del fast food possano sgraffignare qualche panino “fuori busta” e placarla. Con la santa benedizione del ministro Fornero, del governo Monti e della volontà di uscire dalla crisi che non c’è. Popolo alla fame e testa bassa.

 

Luca Craia

McDonald’s, la crisi, il lavoro da fame e la pubblicità gratisultima modifica: 2013-02-14T17:15:00+01:00da laperonza
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