Il mare? Una roba da ricchi.

 

 

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Lo Stato vuole vendersi le spiagge. L’iniziativa non poteva che essere del Pdl ma si stavano accodando anche parecchi parlamentari di (presunta) sinistra per poi fare dietrofront rendendosi conto dell’immensa figuraccia che stavano facendo. In questo modo, forse, le nostre spiagge sono salve e resteranno pubbliche. Chi se le sarebbe comperate? Se è vero come è vero che a pensar male si fa peccato ma di solito ci si azzecca penso che i probabili acquirenti sarebbero stati gli amici degli amici di quelli che stanno spingendo per questo. Del resto il Pdl è un partito per ricchi e dei ricchi fa gli interessi, anche se poi tanti non ricchi lo guardano come alla panacea di tutti i mali come forse guardano le soap opera per immedesimarsi. Certo sarebbe stato difficile che i gestori degli stabilimenti balneari, con diritto di prelazione, avrebbero potuto comprarsi la spiaggia, quindi è pensabile che sarebbero arrivati i grandi magnati della finanza, forse esteri, forse russi, e si sarebbero portati via, nel vero senso della parola, un altro pezzetto, anzi, pezzotto della nostra povera Italia.

Ma perché il Pd si trovava d’accordo? Non è poi così strano. Avete mai parlato con un cosiddetto radical chic? Quelli che si preoccupano dei disoccupati vestendo firmati. Quelli che vanno in giro in Bmw e piangono per le sorti dell’operaio Fiat. Quelli che parlano di proletariato intorcinando erre mosce a gogò. Quelli che sono in prima linea, a parole, per la difesa dei diritti dei migranti ma vorrebbero le spiagge recintate per non essere scocciati dai vucumprà. Questi signori sono di sinistra, e sono degnamente rappresentati dai partiti di sinistra, primo fra tutti quel Pd che, in parte, avrebbe votato l’emendamento alla legge di stabilità che avrebbe venduto un bene di tutti: le nostre spiagge.

Immaginatevi la vostra passeggiata sull’arenile interrotta di mille recinti e da cartelli di proprietà privata. Questo è quello che sarebbe accaduto con la santa benedizione della nostra sinistra. Scene come quelle denunciate la scorsa estate da queste pagine e viste e Civitanova Marche sarebbero state la norma, la regola, del tutto legali. Il mondo, cari amici, sta diventando una cosa da ricchi. Se non lo siete peggio per voi. E se vi indignate o soltanto vi lamentate siete solo invidiosi: rintanatevi nelle vostre spiagge libere da poveracci e tacete.

 

Luca Craia

Il mare? Una roba da ricchi.ultima modifica: 2013-11-13T15:18:00+01:00da laperonza
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